VerdiWeb 2.013

Le foto che seguono sono state prodotte nell’ambito del progetto Verdi Web 2.013 promosso da Ravenna Festival e sono frutto di una libera documentazione della sessione di prove previste per la Trilogia d’Autunno del Teatro Alighieri di Ravenna, che nel Novembre 2013 ha visto in scena Macbeth, Otello e Falstaff sotto la regia di Cristina Mazzavillani Muti.

VERDI & SHAKESPERE 2.013 – NEL GROVIGLIO DELLE PASSIONI UMANE

“Verdi colpisce tutti […] perché come uomo parla da uomo all’uomo. […] In tutte le opere di Verdi, in ogni personaggio, attraverso il dolore, la gioia, i tradimenti, le sofferenze, la speranza, Verdi esprime questi sentimenti in maniera universale. […] Quindi i popoli di tutto questo pianeta sentono attraverso la musica di Verdi un conforto che nessun altro musicista, anche sublime, riesce a dare”.

(Dall’intervista a Riccardo Muti condotta durante la puntata di “Che Tempo che fa” del 19 Ottobre 2013)

Se la grandezza delle opere verdiane risiede nella loro universalità, come afferma il maestro Muti, ovvero nella stretta corrispondenza che viene a crearsi tra i sentimenti umani messi in scena e quelli intimamente provati dagli spettatori, non lontano si colloca il teatro di Shakespeare. E infatti “nel groviglio delle passioni umane raccontate da Shakespeare e tradotte in musica da Verdi sta il nocciolo del teatro di entrambi”, come puntualmente annota Vincenzo Raffaele Segreto (Ho piacere che servi meglio il poeta del maestro – Conversazione con Cristina Mazzavillani Muti, Libretto “Trilogia d’Autunno Verdi & Shakespeare, Macbeth, Otello, Falstaff”, Ravenna Festival 2013).

Il sodalizio Verdi- Shakespeare proposto dalla “Trilogia d’autunno” di Ravenna Festival sembra così proporci un ideale percorso attraverso le passioni umane: un melodramma che diventa tragedia, prima di sciogliersi in commedia.

È questo percorso tortuoso, difficile, ma anche salvifico e consolatorio, che transita attraverso la follia di Macbeth e supera la disperazione di Otello, per trovare nella “risata final” di Falstaff la sua catarsi, che ho scelto di trasporre in racconto fotografico.

Attraverso il ritratto degli attori e le foto di scena ho voluto fissare i punti cardine di tale immersione dentro all’uomo, che da un lato costituisce la cifra stilistica dell’autore, e dall’altro determina la bravura dell’attore, la cui espressione deve essere all’altezza della psicologia del personaggio. Il desiderio di potere, che degenera in follia e conduce inevitabilmente a morte; la gelosia, che si tramuta in disperazione e quindi in assassinio e suicidio; ed infine la burla, l’atteggiamento disincantato, le schermaglie amorose e la leggerezza nel considerare le debolezze umane e le sue turpitudini, che salva dalla morte e scagiona l’uomo.

Un excursus fotografico che ha la pretesa di riuscire a parlare, proprio come Verdi, dell’uomo, agli uomini.

clicca sulle immagini per accedere allo slideshow


© Caterina Parona 2013

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